La Mansio Sebatum di San Lorenzo

🇮🇹 Se vi trovate tra le valli e le montagne dell’Alto Adige e vi viene voglia di conoscere meglio un po’ di storia locale, in Val Pusteria, nella ridente cittadina di San Lorenzo di Sebato, alle porte di Brunico, il percorso archeologico della Mansio Sebatum con il suo museo è quello che fa per voi.

Si tratta di un percorso guidato, immerso nella natura, che vi porterà tra i resti della Mansio, la stazione di sosta di Sebatum, un sito archeologico di epoca romana situato presso Ponte Rienza.
Percorrendo il sentiero si possono osservare diversi resti tra cui l’edificio del mercato e le terme. Il percorso è fornito di informazioni riguardanti tutte le diverse epoche insediative con 11 aree tematiche fornite di pannelli esplicativi.

Con i reperti provenienti dagli scavi archeologici effettuati è stato allestito, presso il Municipio, l’Antiquarium  Sebatum, un museo dai contenuti interessanti e ben organizzati su tre piani, in cui si può osservare l’evoluzione storica di questa porzione del territorio sudtirolese abitata senza interruzione dall’età della Pietra sino al I sec a.C. quando la zona fu conquistata dai romani.

I primi contatti dei romani con le popolazioni della zona risalgono ad alcune incursioni del II sec a.C. e, ma si intensificarono quando l’imperatore romano Augusto vi inviò nel 15 a.C. Druso e Tiberio al fine di assicurare i confini dell’impero contro i germani stanziati lungo il Reno e il Danubio.

Due anni di assedio portarono alla resa della locale popolazione dei reti, cui i romani lasciarono la libertà di mantenere usi, consuetudini e religione, garantendo pace entro i confini, legalità, sviluppo e difesa. Col tempo i popoli assoggettati impararono latino e greco (e proprio la diffusione del latino fra i reti portò alla nascita della lingua ladina).
Furono importati nuovi culti e diversi costumi, i germani entrarono nell’esercito e furono romanizzati anche grazie all’estensione dei diritti civici per i sudditi dell’impero.

Avvenne così la trasformazione nella provincia romana della Rezia (Retia e Noricum), creata tra il 41 ed il 54 d.C. sotto l’imperatore Claudio, che conferì una serie di vantaggi agli abitanti della regione e portò un’organizzazione amministrativa del territorio. Mercanti e viaggiatori attraversavano la terra dei reti già prima della sua romanizzazione, ma non esistevano strade; le valli erano paludose e solcate da canali. I romani riconobbero l’importanza di passi come il Resia, il Brennero e Dobbiaco, posarono così vie lastricate di pietra garantendosi il controllo delle principali vie di transito come la Val Venosta e le valli dell’Adige e dell’Isarco. Oltre alla viabilità la romanizzazione delle Alpi portò, quindi, al potenziamento del commercio e dello scambio su vasta scala.

La costruzione di strade portò all’edificazione di stazioni di sosta, chiamate Mansio, per favorire i viaggiatori permettendo, ad esempio, il cambio dei cavalli; furono poste piccole guarnigioni romane per tenere sicure le strade principali. Vi si insediarono funzionari amministrativi e doganieri, ad esempio a Vipiteno, San Lorenzo di Sebato e Lienz. I centri abitati di età romana erano edificati nel fondovalle vicino a corsi d’acqua (sono stati rinvenuti insediamenti ed abitazioni a Bolzano-Gries, Bressanone Stufles, Egna, Monguelfo e Villandro).

In questo quadro si inserisce il caso della Val Pusteria che fu invece annessa pacificamente e lungo la cui strada, ai piedi del Sonnenburgerkopf, sorse la stazione di Sebatum. Da poche case si venne a formare un ampio insediamento, la Mansio Sebatum, con un mercato pubblico, diverse botteghe ed un impianto termale. All’incrocio tra la SS49 e la strada per Castel Badia è stato trovato un cippo miliare che si può osservare all’ingresso del museo.

INFO: Museo Mansio Sebatum, via J. Reuzler 19, San Lorenzo di Sebato (BZ)
Orari di apertura: Lu – Ve 9 – 12 ; 15 – 18 Sa 9 – 12


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Bibliografia:

H. Gratscher – C. Wild, Breve Storia dell’Antico Tirolo e dell’Alto Adige, Ed. A. Weger – Bressanone

L. Righi b- S. Wallisch, Ötzi, i Reti e i Romani; gite archeologiche in Alto Adige, Folio Editore

Arianna