Rocamadour

🇮🇹 Nella Francia meridionale, e in particolare nella regione del Quercy, partendo dalla città di Tolosa e oltrepassando Mountauban e Cahors, dopo aver attraversato la Valle dell’Alzou, con le sue pianure e colline impreziosite da piccoli villaggi e cittadine dalla caratteristica atmosfera rinascimentale, non lontano dalle famose Grotte preistoriche di Lascaux, si arriva tra le valli del Lot e della Dordogna. Percorrendo una strada costellata di tornanti, circondata da altopiani calcarei detti Causses, si apre alla vista del viaggiatore un panorama che sembra catapultarlo indietro nel tempo o nel bel mezzo del set di un film fantasy. All’improvviso, abbarbicato sulla roccia da cui sembra fuoriuscire, si offre alla vista del visitatore la rocca medievale di Rocamadour.

 Vista panoramica sul borgo di Rocamadour

Si tratta di un piccolo villaggio fortificato, addossato alla roccia, cui si accede da due porte laterali. La Cité, che prende il suo nome dal beato Amadour, eremita il cui corpo fu rinvenuto in questo sito nel XII secolo, è attraversata da un lungo asse viario, la Grand Rue, disseminato di botteghe dal sapore d’altri tempi, ristoranti, e negozietti turistici, che accompagnano i visitatori fino al centro del paese. Da qui si può cominciare a salire la lunga (ed è lunga sul serio, ma si può optare per salire con un ascensore) Scala del Pellegrino, una scalinata in pietra che porta ai Sanctuaires , meta di pellegrinaggio tra le più antiche d’Europa al cui centro è posto il culto della Vierge noire portata dalla Terra Santa. Da qui una stradina si inerpica fino al castello del XIV secolo.

Si tratta di un tappa di quella che nell’Alto Medioevo era chiamata la “Via dei Cercatori di Dio”, lungo uno dei “cammini” che portavano i pellegrini verso Santiago di Compostela.

Nella parete si può osservare la copia della spada incastonata nella parete rocciosa

Una particolarità di questo posto è la leggenda che vuole Durlindana, la spada del paladino Orlando, nipote di Carlo Magno e protagonista della “Chanson de Roland”, conficcata nella parete rocciosa cui si addossa il borgo.

 

🇬🇧 In the Southweastern France, in the Quercy province, leaving Toulouse and overstapping Montauban and Cahors, across the Alzou Valley, with its flat lands and Hills made precious by the reinassance atmosphere little villages and small towns, not really far from the famous prehistoric Lascaux caves, the visitor arrives between the Lot and the Dordogne Valleys. Running across a curvaceous street surrounded by the Causses (calcareous highlands), a panorama is opening to the traveller view, that seems to put him back in time or in the middle of a fantasy movie set. Suddenly, clinging to the rock from wich it seems to came out, it’s offering to the visitor’s view the Rocamadour medieval fortified village.

It’s a small fortified town leaning to the rock, in wich is possible to go crossing two lateral doors. The Citè, that takes its name by the blessed hermit Amadour, the body of whom was founded herein the 12th century, is crossed by a long road, the Grand Rue, full of shops and restaurants leading the visitors to the centre of the town. Here it is possible to go up the long PilogrimStairway, a stone Ladder, bringing to the Sanctuaires, in the oldest pilgrimage of Europe, dedicatedto the Black Virgin, La Vierge noire, conducted here from the Holy Land. From here a small street climbs to the XIV century castle.

This Sanctuary is  a step of the medievalpilgrimage to Santiago de Compostela.

A particularity of this place is the legend about Durlindana, the sword of Roland, the Charlemagne paladin and the Chanson protagonist, that would be stuck in the rock wall on wich the village is clingin.

 

Bibliografia:

D. Poux, Rocamadour, Ed. APA-POUX, Albi – 2006

A. Valentino, La Via Francigena, Compostela e altre Mete Sante, Ed. Del Baldo, 2017

Arianna